L'antieroe di Silver considerava - in una vignetta singola di qualche anno fa - che non vale la pena affannarsi nella vita, poiché tanto "non ne verremo mai fuori vivi". Ottimismo ostentato e contagioso, ma foriero di un messaggio indubitabilmente (l'avverbio è una dotta citazione per chi so io) concreto.
Una donna meritevole di stima mi ha donato un momento di riflessione sulla eccessiva rapidità della vita quotidiana (trascurabile in quanto populista e qualunquista l'apporto conferito dal Conte Bera: ok, la vecchina che crea coda con la sua punto e il semaforo schizofrenico in fondo alla coda esistono, ma se li si becca sempre forse è opportuno fare un salto dal prete per una benedizione lampo o dall'esorcista per un brivido superiore). Oltre a ringraziare Francesca dell'omaggio, pokeristicamente parlando "vedo" il suo "call" e rilancio ("raise") con un brano, sempre sul medesimo argomento.
Nel 1972 il c.d. grande pubblico faceva la conoscenza con una band particolare, nata un anno prima: si tratta degli Eagles (il primo album è omonimo), che furoreggiano per otto anni nonostante un rapido turn-over di componenti (rimangono sempre fissi i fondatori, Don Henley e Glenn Frey).
Sono riconosciuti come LA country-rock band; in realtà NASCONO country, dunque con una certa attenzione ai valori sani del genere umano. Evolvendosi, acquisiscono sempre più toni rock, continuando però a tener fede al ruolo "subliminale" di coscienza degli USA.
Nel 1980 smettono di suonare assieme. Da quattro erano diventati cinque: Bernie Leadon e Randy Maisner hanno ceduto il posto a Don Felder, Joe Walsh e Timothy B. Schmit.
Nei primi anni '90 si ritrovano e la reunion viene suggellata da un videoconcerto straordinario nel 1994: è il periodo degli "unplugged" di Mtv e chi potrebbe tenere i diritti sui video meglio della emittente dei giovani Mocciani? Il concerto viene titolato "Hell Freezes over". Lo consiglio dall'inizio alla fine, intendendo per inizio le interviste, le prove, il backstage in genere e per fine i titoli di coda. Tutto compreso. All'uscita della band sul palco, Glenn Frey afferma: "For the records, we never broke up, we just took a fourteen years vacation". Beati loro.
Uno dei pezzi inediti presentati durante la serata (ti presenti e non porti niente? E' maleducazione!) è – ça va sans dire - quello di oggi. E' incentrato proprio sul vivere la vita e non ridursi a sopravvivere ad essa. Il brano è molto pacato, dà l'impressione di un qualcuno che ha sufficiente esperienza di vita per potersi permettere quel consiglio. Il senso è ancora quello dell'inizio, cioè di TAKE IT EASY, ma ora con una consapevolezza superiore. La voce di D. Henley riesce ancora una volta a toccare le corde dell'anima.
Learn To Be Still
It's just another day in paradise
As you stumble to your bed
You'd give anything to silence
Those voices ringing in your head
You thought you could find happiness
Just over that green hill
You thought you would be satisfied
But you never will
Learn to be still
We are like sheep without a shepherd
We don't know how to be alone
So we wander 'round this desert
And wind up following the wrong gods home
But the flock cries out for another
And they keep answering that bell
And one more starry-eyed messiah
Meets a violent farewell
Learn to be still
Learn to be still
Now the flowers in your garden
They don't smell so sweet
Maybe you've forgotten
The heaven lying at your feet
There are so many contradictions
In all these messages we send(we keep asking)
How do I get out of here
Where do I fit in?
Though the world is torn and shaken
Even if your heart is breakin'
It's waiting for you to awaken
And someday you will
Learn to be still
Learn to be still
You just keep on runnin'
Keep on runnin'
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